
Di
Prof. Raffaello Marchi tratto dalla rivista "Il Ponte"
rivista mensile di politica e letteratura 1951
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Tra le manifestazioni del folklore
e del costume popolare sardo che ho potuto osservare da vicino
la piu' significativa e la piu' ricca di reminescenze arcaiche
mi e' parsa quella che i pastori e i contadini della Barbagia
chiamano "sos mamuthones" e "is Issòhadores"[in
figura], il cui abigliamento comprende il fazzoletto del vestiario
femminile avvolto intorno al capo sopra la berretta sarda, come
un turbante, il corpetto rosso, la camicia ed i calzoni bianchi,
le sopracalze ed il gonnellino di lana nera del vestiario maschile,la
mastrucca a rovescio col pelo all'interno. Ora questo vestimento
e' stato sostituito del tutto dagli abiti usuali, ma la giacca
continua ad essere indossata a rovescio. Il mamhutone porta ancora
un pesante mezzo di campanacci da bue legato sul dorso e una collana
di sonagli piu' piccoli e leggeri bronzei appesi al collo, e ha
sul volto la "visera" ,la maschera nera.-
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Mamoiada
si trova al margine della Barbagia di Ollolai, a soli 12 minuti
dal capoluogo della provincia Nuoro.
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L'emozione
data dai Mamuthones la prima volta che li si vede è molto intensa.
Se si ha l'accortezza di seguirli in una strada ... >>>
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La
cucina tradizionale sarda offre svariate possibilità e
si esalta con antipasti, primi piatti, le carni arrosto, i vini.
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Il
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I mamuthones e gli issòhadores "escono" come dicono
a Mamoiada, il 17 gennaio per la prima volta "sa die de santu
antoni" di quello stesso santo per cui grandi fuochi votivi
si accendono in tutta la Barbagia, ma in altri tempi quest'uscita
avveniva già verso l'epifania o addiritura a Natale. Senza
mamhutones non c'e' carnevale affermano le genti di Mamoiada: il
che vuol dire che e' questa la piu' importante manifestazionee quasi
il simbolo del carnevale e allo stesso tempo, l'apparizione dei
mamuthones e' segno di festosità, di allegria, di tempi propizi.I
mamuthones vanno accomagnati dagli issòhadores, dai portatori
di "soha", di una lunga fune, cioe', che ora e' fatta
di giunco per il solo uso carnevalesco ma anticamente era di cuoio
pesante e serviva per prendere al laccio le bestie di grossa mole.
Tratto da Speciale Sardegna
n°VII Settembre 1951
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